Percorso museale

Sala Accoglienza

La sala accoglie il visitatore con cinque meravigliose barche, un’ introduzione ai cinque capitoli narrativi del percorso museale: le barche storiche, l’ottocento inglese, le regate lariane, la classe dei possenti runabout e i bolidi della motonautica lariana.

Incanta il visitatore la Serie Laghi n. 8, una splendida vela del 1920 che fu della contessa ed esploratrice Carlangela Durini. Non passano poi inosservate la carena rossa del Laura I°, firmato Guido Abbate – il primo scafo a superare i 200 kmh – e l’eleganza perfettamente conservata del Colombo 007.

Sala Polifunzionale

Nella sala polifunzionale è custodita la più antica e meglio conservata gondola veneziana al Mondo. Nel 1859 la Lombardia viene liberata dagli austriaci e annessa al regno di Sardegna. Gli Arconati, fervidi patrioti in fuga dalla polizia austriaca, riprendono possesso dei territori lariani e rientrano nella splendida villa Balbianello. Cusano Visconti commissionò la costruzione di questa gondola a maestri d’ascia veneziani e la ricoverò presso la darsena di Villa Balbianello, grazie alla moglie Giacomina Bassi, carissima cugina di Gian Martino Arconati. La gondola è una delle molte barche donate al Museo dal Conte Monzino, ultimo proprietario di Villa Balbianello.

Sala Sette anni per un record

In questa sala sono raccolti gli scafi pilotati dall’ingegner Carlo Leto di Priolo nel suo eterno tentativo di infrangere ogni record di velocità.


In primo piano lo scafo Pucico, costruito dai cantieri Vidoli su progetto dell’ingegner Bagnato. Pucico, pilotato da Carlo Leto di Priolo, segnò il record di velocità della classe 450 kg il 14 maggio 1949 all’Idroscalo di Milano. Montava un potentissimo motore Maserati.

Seguono, nella sala, tutti gli altri bolidi della Serie X costruiti da Angelo Molinari e motorizzati dallo stesso Ingegnere Leto di Priolo.

Sala Motoscafi

Sono qui conservati i prestigiosi motoscafi Riva, Taroni, Cranchi, Cadenazzi e i monocarena protagonisti delle gare motonautiche degli anni ’30.

In questa sala spicca l’eleganza del Bianca, barca che ospitò a bordo il Primo Ministro inglese Winston Churchill quando navigò sul Lario alla ricerca della corrispondenza con Benito Mussolini.

Fra gli altri scafi un rarissimo Serafino Riva e un possente MTM, barchino esplosivo della Regia Marina Miliare Italiana.

Sala Taroni

L’attività cantieristica lariana ha origini antiche e molte furono le contaminazioni che contribuirono a rendere il Lago di Como un polo nautico di assoluta eccellenza.
Nel 1625 arrivò da Venezia un certo Gramolin, maestro costruttore navale, seguito da un buon numero di operai, chiamati arsenalotti, che portarono sul Lario tutto il sapere e l’esperienza della cantieristica veneta.
Ci sono fonti che, tuttavia, sostengono la presenza dei veneziani già nel 1525 , chiamati sul Lario dagli Sforza e dai francesi per contrastare la supremazia navale degli spagnoli.

Un primo nucleo specializzato nella cantieristica navale nacque a Carate Urio, dove Ferdinando Taroni, originario di Venezia, aprì nel 1790 uno squero navale.

I Taroni divennero un punto di riferimento, una vera scuola in cui si formarono i fondatori dei più fiorenti cantieri del Lago di Como, come Cranchi, Mostes e Abbate.
Questa sala è dedicata ai vaporetti costruiti soprattutto dal cantiere Taroni. L’eleganza del Lario cattura l’attenzione del visitatore: era soprannominato Il Principe per il suo portamento elegante sull’onda. Il Lario si meritò anche un posto d’onore all’Expo universale di Bruxelles del 1910.
Tra i tanti vaporetti esposti si distingue una coda in stile Cadillac anni ’50: è il supermar Taroni, nato dal genio costruttivo di Geremia Cetti, il primo a sagomare la vetroresina sul lago di Como.

Sala Vele

Sul Lago di Como, il 2 agosto del 1850, si corse la prima competizione velica di cui si abbia notizia in Italia. Nel 1872, proprio sul lago di Como, nasce la Società Regate Club, il più antico dei club velici italiani.
In questa sala conserviamo le barche protagoniste delle regate lariane: i maestosi racers inglesi di fine ‘800, i Monotipi, le Star, gli Snipes e i Dinghy.

Fra tutte si impongono il maestoso Cisko-Yu, Racer inglese del 1896 appartenuto all’ing. Carcano, progettista della Moto Guzzi e la Star Merope, medaglia d’oro olimpica timonata da Agostino Straulino, il più grande velista italiano di sempre.

Sala Remi

Agli inizi del 1800 sempre più famiglie aristocratiche sceglievano le rive lariane per i loro periodi di villeggiatura.  Attratti dal clima mite, dai suoi paesaggi e dalle lussuose sete comasche, arrivarono anche i primi uomini d’affari inglesi.
Furono proprio gli inglesi a importare sul lago le loro canoe da passeggio, chiamate appunto Inglesine, caratterizzate da una notevole eleganza e da nuove tecniche costruttive.
Fra i proprietari delle lussuose ville comasche ne esplose immediatamente la moda, tant’è che i cantieri lariani convertirono parte della loro produzione nella costruzione delle inglesine. Primi fra tutti i cantieri Cranchi e Taroni.
In questa sala, oltre alle tipiche Inglesine, conserviamo le antiche barche a remi usate per il turismo, lo sport e… il contrabbando.

Sala Est

Qui è possibile ammirare una delle ultime Gondole Lariane, la Moltrasina.
Oggi sono sopravvissute solo sette gondole, cinque sono al Museo Barca Lariana.
La Moltrasina è la meglio conservata, nel suo assetto originale e con i fasciami ancora a vista.


Le gondole lariane erano le barche da trasporto più diffuse, usate per il rifornimento quotidiano dei mercati e dei paesi lariani. Trasportavano ogni genere alimentare: farine, vino, olio e anche bestiame.
La vela rettangolare, detta vela romana, tipica delle barche lariane, era sollevata su un albero sistemato proprio davanti ai cerchi. Alta come la lunghezza della barca e larga come la barca stessa, aveva una notevole efficienza in quanto sfruttava unicamente i venti di poppa.

Fra le altre barche presenti in sala, si nota l’imponenza del Franz XI, taxi in dotazione a Villa Balbianello e una curiosissima automobile anfibia del 1960.

Sala Barche Tradizionali da Lavoro

Di origine glaciale e simile a un fiordo, il Lago di Como ha spesso sponde ripide che cadono a picco sulle sue acque. La strada orientale, detta Regina, fu costruita solo nel diciottesimo secolo, mentre la strada occidentale fu completata all’inizio del 1900.
Per secoli l’acqua ha rappresentato l’unica via per una veloce movimentazione di uomini e merci.
Il patrimonio costituito dalle imbarcazioni lariane è straordinariamente ricco e prezioso, frutto di secoli di esperienze, guerre, commercio e tradizioni locali.
In quest’area è possibile ancora ammirare il tipico Quatrass, la Barca di Pescarenico, i classici Batei e La Nav da pesca, ultimo esemplare rimasto.

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