Il Medeghino: pirata del Lario e generale imperiale

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  • Date

    9 ottobre 2021

  • Location

    Museo Barca Lariana

  • Hours

     from 17h30 to 19h00

Il Medeghino: pirata del Lario e generale imperiale

Il Medeghino: pirata del Lario e generale imperiale

Con:
Massimo Gozzi
Storico della Navigazione lariana - Moderatore dell'evento e relatore
Relazione introduttiva: Il Medeghino sul Lario, inquadramento storico, le azioni navali per il controllo del territorio e il contrasto militare, le imbarcazioni da battaglia nel contesto della navigazione lariana dell'epoca.
 
Pierfranco Mastalli
Esperto di storia lariana
Titolo della relazione: Gian Giacomo de' Medici: la fortuna di avere un fratello Papa
Sintesi: intenzione del relatore è far emergere come il territorio lariano, con tutti i suoi aspetti strategici, abbia permesso il dispiegarsi di azioni che hanno lasciato un segno, e come la grande storia abbia fatto capolino anche nel nostro territorio. Particolare è l’azione di Pio IV, l’ultimo rinascimentale: pietas, mondanità, compromessi e grandezza del papa del Perdono che a Lecco fece sorgere una contesa fra le chiese di San Nicolò e di Castello. Un positivo supporto agli approfondimenti lo troviamo in una serie di pubblicazioni a carattere locale che sono state date alla stampa a partire  dal 1960. 
 
Guido Scaramellini
Storico, presidente del Centro di studi storici di Chiavenna.
Titolo della relazione: Il Medeghino alla conquista di Chiavenna e Morbegno
Sintesi: Gian Giacomo Medici nel luglio del 1524, dal castello di Musso, dove da due anni signoreggiava ritenendosi al servizio del duca di Milano Francesco II, decise di sfidare i Grigioni che tenevano le Tre Pievi, la Valchiavenna e la Valtellina, conquistando Chiavenna, profittando di un momento di debolezza militare dei Grigioni. E vi riuscì, tramite i suoi soldati, conquistando anche il castello, che tenne fino agli inizi dell’anno seguente. Puntò poi sulla Valtellina, conquistando Morbegno, ma a Talamona fu costretto a desistere dall’intervento grigione. Con tali conquiste temporanee non ampliò il dominio, ma dimostrò la sua forza militare, che lo stesso Medeghino celebrerà negli affreschi della sala delle battaglie al castello di Melegnano, feudo ottenuto nel 1532.

Franco Minonzio
Filologo classico, storico della scienza
Titolo della relazione: La carriera politico-militare di Giangiacomo de' Medici, e lo specifico caso delle strategie di controllo del Lario (1523-1532)
Sintesi: Dopo aver tentato per un decennio (1523-1532) di fondare un proprio stato sul Lario, alla fine della guerra di Musso (1532) Giangiacomo de’ Medici, fino ad allora il ‘Medeghino’, barattò il suo dominio lacustre con il titolo di Marchese di Marignano e trascorse - spietato generale di Carlo V - gli ultimi vent'anni, fino alla morte (1555), prendendo parte alle campagne militari promosse dagli Asburgo in quasi tutta Europa. È evidente che un esame (e un bilancio) della sua carriera militare non può che prendere in maggior considerazione questo secondo tempo della biografia del Medeghino, fattosi Marignano, fermando l’attenzione sulle costanti tattiche della sua conduzione delle campagne militari e degli assedi ma anche sulle forme e le ragioni della disumana ferocia dispiegata nell’opera da lui prestata nell’unica campagna militare in cui si trovò ad avere la direzione assoluta delle operazioni, l’abbattimento della libera repubblica di Siena (1554-1555), aspetti che richiedono d’essere studiati nel contesto della cultura della guerra del secolo XVI, in relazione a progetti politici e strategie militari. Tuttavia esiste, ed è rintracciabile, una linea di sviluppo tra questi due tempi della sua esistenza, quello ‘lariano’ e quello ‘imperiale’, fasi che spesso chi si è occupato del Medici si è compiaciuto di separare o di contrapporre. Nel primo tempo, abile architetto di costruzioni effimere, tattico spregiudicato, in un’azione storica astuta e spietata, vero aspetto della patologia d’Italia, il Medici tuttavia si rivelò dotato di una tempra umana eccezionale, nella quale – in contrasto con l'imbelle spocchia di tanta parte dell'aristocrazia italiana – spiccava la machiavelliana virtù dell'industria, e l’attitudine a combinare il radicamento territoriale con l’intuizione delle dinamiche nazionali ed europee, sicché la conduzione delle operazioni nautiche sul Lario nel decennio 1523-1532 ha messo in evidenza una capacità politica e organizzativa nella quale la innegabile violenza rispondeva alla logica interna del comando militare. Al contrario nel secondo tempo, quello ‘imperiale’, egli si piegò alle esigenze di una ascesa che doveva corrispondere all’altrui compiacimento: la vitale autonomia rivendicata dal Medeghino nella sua fase lariana, si ridusse - nella spietata pratica della ‘mala guerra’ - ad essere l’altra faccia della libido serviendi.  

Al termine breve tavola rotonda con partecipazione del pubblico
 

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