Angelo Molinari

LAKE COMO SHIPYARDS

Angelo Molinari

tavernola
Angelo Molinari

Il papà di Angelo Molinare faceva il falegname a Lezzeno. Davanti alla sua bottega, angelo costruì le sue prime barche.
Fece poi esperienza in vari cantieri, soprattutto a Lezzeno. Ha lavorato anche in un cantiere a Genova. 
Durante la seconda guerra mondiale, si dedicò alla costruzione di Dinghy, Stelle e Beccaccini.
Dal 1948 al 1958 ha lavorato a Como con il Fratello (LIVIO?), sotto allo stadio, in quello che fu il Cantiere Lariano di Ayala
Era capitato a Como e Ayala lo aveva visto sulla spiaggia, con il Nino di Loppia stava cambiando il fondo a un motoscafo di villa d’este. Lo prese a lavorare con lui.
Ha lavorato sotto Ayala per qualche anno, poi ne divenne socio.
Quando Ayala volle vendere il cantiere, Angelo lo rilevò per intero.
E in questo periodo che avvenne il famoso episodio della “copia” del tre punti americano. Era proprio Angelo Molinari che custodiva, nel suo cantiere, il Blitz III.
L’Abbate insieme al Verga voleva fare un quadrato, riempirlo di gesso e farne il calco. Il Molinari ha dovuto litigare per impedirlo, visto che lo aveva in consegna sotto la sua responsabilità (una volta preso il calco non lo si poteva più tirare fuori perché lo scafo aveva anche un sottosquadro). 
La barca fu quindi copiata a matita dal Guido Abbate, anche se il Molinari l’ha aiutato quella notte, ma poi si è stufato ed è andato via. 
Dopo dieci anni, verso il 1958, Angelo Molinari lasciò Como per trovare un cantiere con più ampi spazi e un accesso diretto al lago. Trovò posto a Tavernola e qui cominciò anche la costruzione dei motoscafi da corsa.
Nel 1970 prende in affitto i cantieri di Geremia Cetti a Torriggia
In questo periodo costruiva i catamar e il suo avversario era il cantiere di De Marinis, Ancarani e De Vecchi. I catamar sono nati al cantiere di Angelo Molinari. 
Il catamar fu un’idea di Angelo Molinari. Lo realizzò come uno scafo normale da corsa, ma tagliato in due pezzi, allargati e riuniti. 
Ovviamente i primi tentativi furono fallimentari, ci vollero più modifiche per ottenere i risultati sperati.
Ancarani intuì subito il talento di Angelo Molinari e gli fece la proposta di costruire i catamarani solo per lui, proposta che fu rifiutata. Negli anni successivi si accese una grande rivalità agonistica fra i due.
Molinari dedicò il cantiere di Torriggia alle costruzioni delle barche da corsa, mentre a Turate spostò la produzione industriale delle barche in vetroresina.
A Torriggia costruì anche due 5,50 per Cesare Carcano 
La leggenda racconta che si presentò negli Stati Uniti dove correvano barche con quattro fuoribordo Mercury e Angelo Molinari, si sentì come un pulcino fuori dall’acqua. Erano gare senza limitazioni di motori e potenza. La barca di Molinari riuscì comunque a vincere, pilotata da Cesarino Scotti.  Era la prima volta che vinceva un italiano.
 

 

Renato Molinari

Figlio di Angelo, noto designer di imbarcazioni e a sua volta campione di motonautica[2] è sicuramente uno dei più grandi atleti della disciplina per il numero di vittorie ed i record conquistati in carriera. Iniziò a correre nel 1964 a diciotto anni ed in ventidue anni di carriera arriva a conquistare la bellezza di diciotto titoli mondiali, tredici europei, quattro nazionali nelle classi più prestigiose. Ha conseguito vittorie in tutte le classiche mondiali, fra cui quattro successi nella 24 ore di Rouen e nella 6 ore di Parigi, tre nella Pavia-Venezia con il record della corsa, due nella 9 ore di Parker, inoltre il Trofeo Duca di York a Bristol. Ha battuto undici primati mondiali ed ha ricevuto cinque volte il Premio "Chevron Sportsman dell'anno" quale miglior atleta.

Tre i titoli conquistati nel campionato del mondo formula 1 motonautica, 1981, 1983 e 1984, quattro nel fuoribordo corsa cilindrata illimitata nell'80, '81, '82 e '83, cinque nel fuoribordo corsa 200 cc., '70, '71, '73, '76, '80, due nel fuoribordo corsa 850 cc. nel '76 e '79, uno nel fuoribordo corsa 1.500 nel '77 e nell'entrobordo corsa 2.000 nell'81. Nell'85 debutta come General Manager del Team Nordica con Woods e Vidoli al G.P. di Germania. Nello stesso anno ritorna in barca su un catamarano progettato da lui stesso, Falcon 46. Nell'86 è nominato D.T. delle Formule 1, 2 e 3 e del circuito. Lo stesso anno, a maggio a Montecarlo su Falcon con Bodega, vince il quarto G.P. di Monaco valevole per il campionato mondiale.

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